La comunicazione visiva è in continuo sviluppo e cambiamento, non solo nei contenuti informativi, ma anche nelle tecniche e nei materiali utilizzati. In questo momento storico reperire le materie prime è difficile: si pensi, ad esempio, alle importazioni dalle zone asiatiche, che stanno segnando in modo decisivo l’economia, con conseguenti aumenti sui costi e sui prezzi dei beni.

Nel settore della stampa digitale queste difficoltà hanno avuto un impatto importante sull’utilizzo del PVC per la realizzazione dei banner. Chi vuole continuare ad utilizzare questo materiale si trova ad acquistare prodotti ad un prezzo più elevato, e quindi si spinge verso prodotti più belli dal punto di vista qualitativo, come il poliestere.

Applicatori e stampatori hanno un’ampia conoscenza sull’utilizzo del PVC: è un materiale facilmente stampabile con vari inchiostri, come quelli UV, Latex e a Solvente/Eco-solvente. Inoltre, in base alle nostre osservazioni, mantiene ancora il primato in Italia di materiale più diffuso per le applicazioni esterne: si pensi, ad esempio, alle stampe sulle reti che coprono gli edifici in costruzione/restauro, la maggior parte delle volte si tratta di reti mesh in PVC.

Attualmente, però, sempre più persone si interessano all’importanza del rispetto ambientale, e questo influisce anche nel settore della stampa digitale di grande formato. Il PVC è un materiale che, rispetto ad altri, non è facilmente smaltibile o riciclabile e questa esigenza spinge lo stampatore a cercare nuovi prodotti più eco-friendly.

Il materiale più all’avanguardia è il tessuto in poliestere: abbiamo già dedicato un articolo al poliestere e alle sue caratteristiche tecniche (lo puoi trovare qui), ma ricordiamo lo stesso alcune proprietà che possiede e che lo distinguono dal classico e diffuso PVC.

Innanzitutto , il poliestere è un materiale più ecologico: si può riciclare più facilmente rispetto al PVC e si può utilizzare il PET di scarto per realizzare il filato che darà origine al tessuto. Infatti, dopo un procedimento di raccolta e pulizia della plastica, il PET viene trasformato in materiale granulare per essere lavorato, al fine di realizzare il filato che darà origine al tessuto; anche in Italia ci sono importanti centri che si occupano della della raccolta di PET di scarto per realizzare i filati dei tessuti.

Il tessuto in poliestere si contraddistingue dal PVC per la sua praticità: essendo un materiale molto più leggero (in media si aggira sui 220g/mq) è più semplice da spostare. Inoltre, si può piegare ed imballare più facilmente, occupando meno spazio e rovinandosi di meno, e proprio per questi motivi anche il trasporto risulta più agile e di minor impatto ambientale, soprattutto se proviene da zone europee che non implicano il trasporto via mare.

Sulla base delle proprie caratteristiche, il poliestere è un materiale molto più pregiato: è una delle fibre sintetiche più utilizzate, in generale, e grazie alla peculiarità della propria composizione chimica è possibile rendere il materiale che compone piacevole anche al tatto.

La produzione del tessuto in poliestere in Europa è soggetto a delle normative che garantiscono la sicurezza e la qualità sia del prodotto sia dei lavoratori: di conseguenza, il prezzo che viene imposto deve poter coprire i costi che ne derivano. Anche la produzione di certificazioni, come quella di autoestinguenza (DIN EN 13501 e DIN 4102 B1) e di contatto con la pelle Oeko-Tex Standard 100, hanno la loro incidenza per attestare che il materiale utilizzato è sicuro.

Per concludere, i trend nel settore della stampa digitale dimostrano che il tessuto in poliestere è il materiale più idoneo per un lavoro sostenibile: rispetta di più l’ambiente, soddisfa il cliente ed è versatile nelle applicazioni.

Approfondiremo ancora nei prossimi articoli questo tema, e in caso di richiesta di maggiori informazioni restiamo a disposizione per ogni chiarimento.

Il Team DPI Italia srl